Gruppo Ostetriche Italiane Abusi e Violenze

Work in progress


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Gruppo Ostetriche Italiane Pavimento Pelvico - GOIPP

GOIPP - AIO

Gruppo Ostetriche Italiane Pavimento Pelvico – A.I.O.

Coordinatore Nazionale A.I.O – GOIPP
GRUPPO OSTETRICHE ITALIANE PAVIMENTO PELVICO

Dott.ssa Lara Arduini – aio@aogoi.it
Vice Dott.ssa Anna Maria Cristiani – aio@aogoi.it
Dott.ssa Antonella Marchi – dptoscientificoaio@aogoi.it

Il G.O.I.P.P è l’acronimo di Gruppo Ostetriche Italiane Pavimento Pelvico – A.I.O.

Il Gruppo nasce dall’esigenza di alcune Ostetriche esperte in rieducazione/riabilitazione del pavimento pelvico di condividere obiettivi, collaborazioni, esperienze professionali circa la gestione delle problematiche pelvi-perineali femminili.

Il contributo che ogni Ostetrica apporterà al gruppo di lavoro, richiede innanzitutto lo svolgimento dell’attività professionale nell’ambito della prevenzione e/o cura delle disfunzioni pelvi-perineali femminili per confrontarsi fra loro, produrre documentazione clinica e materiale scientifico, essere punto di riferimento per gli altri specialisti in ambito sanitario e per il mondo scientifico.

L’Ostetrica specializzata in rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico deve avere determinati requisiti di formazione in tale ambito per partecipare ai lavori o essere in formazione.

I requisiti essenziali che riteniamo essere determinanti sono:

  • avere nel proprio Curriculum Professionale esperienze significative inerenti il pavimento pelvico
  • svolgere attività di prevenzione in materia di pavimento pelvico (ad es.: dedicarsi all’educazione del pavimento pelvico in gravidanza)
  • e/o svolgere attività di riabilitazione del pavimento pelvico in ambito uroginecologico e/o colonproctologico

Obiettivi specifici del GOIPP:

  • creare una task force che delinei la professionalità specifica per questo ambito
  • diffondere la cultura del pavimento pelvico a livello nazionale, sia nell’ambito della salute femminile, sia verso i professionisti sanitari con i quali collaboriamo secondo le linee guida ICI e ICS
  • stimolare la formazione dell’Ostetrica in tale ambito
  • promuovere la ricerca scientifica
  • collaborare con tutte le società scientifiche nazionali e internazionali che si occupano di pavimento pelvico

Albo Nazionale Ostetrica Specializzata

DOCUMENTAZIONE CLINICA AIO PER LE PROFESSIONISTE OSTETRICHE
a cura del GOIPP

La documentazione può essere utilizzata per l'attività clinica ma non può essere modificata poichè di proprietà di A.I.O.

Gruppo Ostetriche Italiane Basso Rischio Ostetrico - BRO

BRO - AIO

Basso Rischio Ostetrico – A.I.O.

Coordinatore Nazionale A.I.O – BRO
BASSO RISCHIO OSTETRICO

Dott.ssa Cristina Gressani – aio@aogoi.it
Dott.ssa Antonella Marchi – dptoscientificoaio@aogoi.it

Nel 2019 l’Associazione Italiana di Ostetricia ha istituito al suo interno vari gruppi di studio, tra questi il Gruppo BRO composto da un Coordinatore Nazionale Cristina Gressani e da numerose Ostetriche provenienti da tutta Italia che lavorano online ed ogni 15 giorni circa si incontrano su Google Meet con la Presidente A.I.O., per esaminare i lavori svolti e discutere sulle questioni scientifiche inerenti i temi del basso rischio prendendo in considerazione tutto il percorso BRO.

Una volta completati tutti gli items, verranno presentati al Consiglio Direttivo dell’Associazione affinché tutto il gruppo dirigenziale Ostetriche e Ginecologi, possa modificare ed arricchire il materiale prodotto per la pubblicazione, affinché divenga patrimonio comune per i professionisti di settore.

Nella mission del gruppo oltre alla predisposizione di materiale tecnico scientifico di interesse per l’attività quotidiana professionale di ostetriche e ginecologi, vi è anche la collaborazione attraverso la Presidente Marchi ed il Coordinatore Gressani, con il GISS Gravidanza a basso rischio della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia, vera rivoluzione culturale del SIGO. 

L’Accordo Stato Regioni (Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione dei tagli cesarei 16/12/2010) sottolinea l’importanza della selezione del rischio ostetrico al fine di definire percorsi dedicati per la gravidanza a basso rischio e ad alto rischio: “esistono convincenti evidenze scientifiche che, nella gravidanza a basso rischio, un’assistenza fornita dalle ostetriche, in un contesto di supporto alla normalità dell’evento nascita, in una visione olistica, continuativa e personalizzata, migliora la qualità delle cure, la sicurezza e la soddisfazione delle persone assistite”.

Altri concetti chiamati in gioco dalle stesse linee di indirizzo sono: l’appropriatezza dell’assistenza, la continuità delle cure e l’importanza dell’EBM che dovrebbe fare da collante a tutte le prestazioni erogate all’interno del percorso nascita.

Altro punto fondamentale è quello di “garantire cure non invasive alle gravidanze a basso rischio e un’adeguata identificazione e monitoraggio delle gravidanze a rischio”.

Al fine di ottenere questi obiettivi è stato istituito il Percorso Nascita Nazionale che coadiuva e supporta le Regioni nella costituzione della rete dei Punti Nascita e che nel 2017 ha definito le “Linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO)” che promuove modelli assistenziali per la donna con gravidanza, travaglio/parto e puerperio a basso rischio.

Questo documento ha rappresentato la base sulla quale diverse regioni hanno implementato o stanno attivando in modo strutturato, un modello organizzativo BRO.

Alla luce di quanto finora esposto risulta evidente come vi sia la necessità in Italia di avere delle ostetriche, adeguatamente formate, che possano assistere le donne con gravidanze a basso rischio in modo appropriato, al fine di promuovere degli spazi di ascolto per permettere alle donne di utilizzare tutte le risorse endogene alla base dell’adattamento dei cambiamenti psicologici, emotivi e fisici dei tre trimestri della gravidanza.

Non si tratta solo di fornire assistenza ostetrica adeguata ed appropriata attraverso gli strumenti della clinica e della semeiotica ostetrica (anamnesi, esame obiettivo, manovre di Leopold, misurazione sinfisi-fondo, la pelvimetria con osservazione della losanga di Michaelis e della linea alba), strumenti diagnostici (ecografia office), lettura degli esami ematochimici e prescrizione degli stessi; l’ostetrica promuove la fisiologia di questo percorso di vita attraverso l’ascolto attivo, l’educazione terapeutica, un approccio basato sull’empatia e laddove subentrino uno o più fattori di rischio, supporta nelle cure addizionali specifiche in base al modello organizzativo predefinito.

Ed è per questo motivo che siamo convinte, grazie anche all’ esperienze delle colleghe olandesi, che la valutazione del rischio non può limitarsi al basso ed all’alto rischio ma debba contemplare anche il rischio intermedio, poiché la maggior parte delle gravidanze si trovano nella fascia del medio rischio e sarà l’ostetrica con la sua competenza e con il consulto del ginecologo, che stabilirà attraverso interventi di prevenzione primaria e secondaria, come ricondurre quella gravidanza verso il basso rischio.

E quindi comprendiamo come questo può essere determinante per mantenere un numero importante di gravidanze fisiologiche e non rischiare che vengano indirizzate nell’alto rischio con conseguente aumento di operatività anche durante il travaglio ed il parto. 

Già nel lontano 1996 l’OMS sottolineava che “il fine di un’appropriata assistenza perinatale è quello di assicurare una buona salute della mamma e del bambino con il minor carico di cura compatibile con la sicurezza”; ogni atto assistenziale, soprattutto in campo ostetrico trattandosi di eventi normali, deve avere un’indicazione precisa e chiara e che utilizzi uno strumento di selezione validato.

Adesso i tempi sono maturi per poter mettere in pratica questi principi, anche se è doveroso ricordare che in diverse realtà italiane, già da molti anni esistono ambulatori dedicati alle gravidanze a basso rischio. In un contesto normativo che agevola l’autonomia della professione ostetrica, abbiamo voluto fortemente creare una rete di ostetriche esperte sul BRO a livello nazionale, che funga da punto di incontro e di condivisione per le diverse esperienze e per lavorare sui seguenti obiettivi:

  • condividere e discutere casi clinici
  • confrontarsi sul modo di lavorare nelle diverse regioni
  • promuovere momenti di formazione 
  • promuovere la diffusione delle linee guida nazionali ed internazionali
  • implementare la definizione di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali e procedure dedicate
  • sviluppare percorsi inerenti i "modelli assistenziali” aprendo un dibattito su quale sia quello maggiormente indicato per il territorio italiano.

Il Gruppo di studio BRO di A.I.O. può concretamente essere una piattaforma da cui attingere sia per chi si approccia per la prima volta all’assistenza alla gravidanza, sia per chi lo fa già da molti anni.  La gravidanza nella maggior parte dei casi è una tappa fisiologica della vita di una donna che necessita di un accompagnamento empatico fornito da ostetriche che attraverso una formazione continua ed aggiornata, siano in grado di garantire ciò che la letteratura ampiamente ha dimostrato.

Una revisione della Cochrane Library del 2016 mette a confronto midwife-led continuity models versus other models of care for childbearing women (15 RCT, 17.654 donne) e sottolinea come la conduzione della gravidanza a basso rischio da parte dell’ostetrica determini una diminuzione di:

incidenza dei parti operativi, incidenza dei parti pretermine <37 settimane, incidenza dell’utilizzo dell’epidurale spinale, incidenza di episiotomia, incidenza di amniorexi con un aumento del tasso di parti spontanei.

Rimane invece invariato il tasso di ospedalizzazione prenatale e postnatale (a nostro avviso perché sino ad oggi non abbiamo sviluppato il percorso assistenziale del medio rischio che è determinante per la riduzione della situazione borderline o patologica), così come quello dell’emorragia ante partum e post partum, quello inerente l’induzione, il tasso dei tagli cesarei, quello inerente l’integrità del pavimento pelvico (poiché ancora non abbiamo modificato la modalità assistenziale del periodo espulsivo come indicano gli studi sul pavimento pelvico), IUGR, tasso iniziale di allattamento al seno, ricovero in TIN.  Al fine di implementare ulteriormente questi risultati è determinante avere nella selezione il rischio intermedio per dare ad una popolazione più grande di donne, la possibilità di afferire all’assistenza offerta dall’ostetrica che si avvale della prevenzione primaria e secondaria.

Linee Guida Gravidanza Fisiologica, Ministero della Salute SNLG

Linee guida gravidanza fisiologica 2011-2014 Ministero Salute

Agenda della Gravidanza, Ministero della Salute SNLG

L'agenda della gravidanza

Linee Guida OMS Gravidanza 2016

1) RACCOMANDAZIONI OMS Gravidanza 2016
2) RACCOMANDAZIONI OMS Gravidanza 2016

Nuovi LEA 2017

LEA 2017

Gruppo Ostetriche Italiane Climaterio e Menopausa

Climaterio e Menopausa

Gruppo Ostetriche Italiane Climaterio e Menopausa

Coordinatore Nazionale A.I.O
GRUPPO OSTETRICHE ITALIANE CLIMATERIO E MENOPAUSA

Dott.ssa Alba Lizzi – aio@aogoi.it
Dott.ssa Antonella Marchi – dptoscientificoaio@aogoi.it

Il gruppo Ostetriche Italiane Climaterio e Menopausa, nasce all’interno dell’Associazione Italiana di Ostetricia con il fine di fornire alle Ostetriche, tutti gli strumenti indispensabili discutendo dei casi clinici, per poter sostenere ed assistere le donne che si trovano ad affrontare le variazioni che climaterio e menopausa comportano; si tratta di cambiamenti di varia entità che si diversificano da persona a persona, ma sono parte della fisiologia di questo periodo della vita femminile. 

Secondo l’OMS per menopausa spontanea, si intende la definitiva cessazione dei cicli mestruali, dovuta alla perdita della funzione follicolare ovarica, ma dal nostro punto di vista, sono molte le azioni preventive ed educative che l’ostetrica dovrà mettere in atto per ricondurre situazioni limite, verso la fisiologia. 

La fisiologia del climaterio e della menopausa comporta modifiche che presentano segni e sintomi organici, vegetativi, psichici poiché il lento esaurirsi della funzione ormonale determina alterazioni dell’equilibrio ormonale e molto spesso la donna è confusa dalle numerose variazioni che si presentano nella sua quotidianità.

Iniziano a manifestarsi alterazioni del ciclo mestruale, l’aumento di peso corporeo, le vampate di calore (hot flush), sino all’atrofia dell’epitelio vaginale e cutaneo, alle alterazioni dell’apparato muscolo-scheletrico con dolori osteoarticolari, perdita della forza e/o della motilità sino nei casi più gravi all’osteoporosi, disturbi funzionali gastro-intestinali tipo nausea, acidità, senso di pienezza, stipsi, colon irritabile. Potremmo anche avere alterazioni metaboliche e disturbi della sfera sessuale.

Tra i sintomi vegetativi possono presentarsi difficoltà di concentrazione anche con calo della memoria, crisi di pianto e/o stati di ansia e/o depressione, senso di frustrazione, insonnia o risvegli notturni ricorrenti anche a causa delle vampate di calore con deficit della fase del sonno REM che provocano stanchezza, irritabilità dell’umore, nervosismo, riduzione delle capacità intellettive e nei casi più gravi esaurimento nervoso.  

La consapevolezza e quindi l’empowerment, è lo strumento migliore che l’ostetrica può offrire alla donna per poter affrontare questa fase di trasformazione; ha un ruolo di facilitatrice poiché è un’esperta nel campo dell’educazione dei cicli femminili e attraverso l’empowerment trasforma questo periodo, in una opportunità di rinnovamento di sé e guida la donna verso la sua leadership. 

Educa la persona con azioni di prevenzione primaria e secondaria mirate, seguendo le linee guida e le raccomandazioni delle maggiori Società Scientifiche di riferimento, mettendo in atto strategie ed accortezze e indirizzando la donna dallo specialista ginecologo in caso si renda necessaria la terapia ormonale.

Le maggiori tematiche trattate dal gruppo sono: 

  • la predisposizione di documentazione clinica adeguata al climaterio ed alla menopausa;
  • lo stile di vita sano:
    • dieta;
    • attività fisica;
    • prevenzione dalle cadute e fratture;
    • prevenzione dell’osteoporosi;
    • sfera sessuale;
  • conoscenza delle terapie prescritte dal medico ed eventi avversi;
  • conoscenza della TOS (terapia ormonale sostitutiva);  
  • evidenze scientifiche e diagnostica;
  • conduzione di corsi per il potenziamento personale per donne in climaterio e menopausa     

Il gruppo collabora con il GOIPP di A.I.O., per tutte le azioni ed attività inerenti il pavimento pelvico nelle donne in climaterio e menopausa.


Gruppo Ostetriche Italiane Libero Professioniste

Libero Professioniste

Gruppo Ostetriche Italiane Libero Professioniste

Coordinatore Nazionale A.I.O 
GRUPPO OSTETRICHE ITALIANE LIBERO PROFESSIONISTE

Dott.ssa Raffaella Aliperti – aio@aogoi.it
Dott.ssa Antonella Marchi – dptoscientificoaio@aogoi.it

In Italia in questo ultimo decennio, abbiamo assistito all’incremento della Libera Professione dell’Ostetrica.

Il Gruppo di Studio Ostetriche Italiane Libero Professioniste, nasce con l’intento di sviluppare un monitoring sociale in tale ambito e pertanto si occupa di raccogliere, monitorare, conoscere e presentare i dati studiati. 

La sua funzione è conoscitiva rispetto al fenomeno professionale ma anche di supporto alle Ostetriche in questo percorso evolutivo della professione, in cui è possibile trovare un elevato grado di diversificazione nello svolgimento delle prestazioni, quindi permetterà lo scambio tra professioniste di modelli organizzativi e contribuirà alla definizione di modelli assistenziali qualificati.

Le Ostetriche libere professioniste che afferiscono al gruppo si pongono i seguenti obiettivi:

  1. supportare la libera professionista potenziandola ad avere comportamenti clinici best practice
  2. monitorare gli outcome assistenziali sulla salute materno-neonatale del Percorso Nascita assistito con continuità dall’ostetrica
  3. fornire all’utenza femminile, informazioni circa l’appropriatezza dell’assistenza che deve avvenire rigorosamente secondo Linee Guida
  4. raccogliere reclami da parte dell’utenza femminile di comportamenti clinici non idonei da parte delle libere professioniste
  5. raccogliere reclami da parte dell’utenza femminile di attività professionali svolte da dipendenti pubblici (del nostro ambito professionale) in modo incompatibile per la loro esclusività del rapporto di lavoro, siano essi seguiti o meno da regalie, donazioni e compensi
  6. fornire i dati raccolti al Ministero della Salute

Le segnalazioni devono essere inviate ad aio@aogoi.it indicando nell’oggetto Gruppo Ostetriche Italiane Libero Professioniste. 

L’Ostetrica è la Professionista della Salute che accompagna la donna nelle fasi biologiche del suo ciclo vitale al fine di tutelare la salute in ambito sessuale e riproduttivo. L’assistenza ostetrica si basa su arte e scienza, ovvero su conoscenze teoriche, pratiche, etiche ed è conosciuta universalmente come Midwifery. 

Attualmente il percorso formativo si sviluppa in ambito Accademico attraverso il corso di Laurea in Ostetricia che consente di accedere alla formazione post-base rappresentata dal Master di 1° livello, Laurea Magistrale, Master di 2° livello e Dottorato di Ricerca.

L’Ostetrica ha l’obbligo di aggiornamento professionale attraverso la formazione continua ECM per mantenere e migliorare le proprie “technical skills”; così come di esercitare rispettando le evidenze scientifiche aggiornate, per garantire una corretta assistenza di qualità alle donne di ogni età.

Le Ostetriche libere professioniste sono titolari di Partita Iva, attive sul territorio con propri ambulatori o in strutture private e private convenzionate, a domicilio, nelle scuole per essere ancora più vicine alle donne; lavorano con responsabilità ed autonomia e quando necessario, collaborano attivamente con professionisti sanitari competenti per garantire qualità di cure.

In particolare si occupano in autonomia di:

  • applicare il modello organizzativo assistenziale Midwife-Mother Partnership 
  • assistere la gravidanza fisiologica
  • assistere la gravidanza medio rischio cercando, attraverso la prevenzione primaria e secondaria, di ricondurla verso la fisiologia
  • favorire il rivolgimento di presentazione podalica del feto applicando tecniche naturali
  • valutare il rischio clinico al termine di gravidanza per la scelta appropriata del luogo del parto
  • supportare i genitori nella stesura del birth plan da condividere anche con il medico e l’ostetrica della struttura che ha scelto per il parto
  • essere reperibile da 37 a 42 settimane gestazionali
  • assistere one-to-one il travaglio ed il parto (ostetrica-donna)
  • assistere one-to-one il travaglio ed il parto in donne con pregresso taglio cesareo (VBAC) accompagnando la partoriente in ospedale
  • assistere one-to-one il travaglio ed il parto in acqua
  • assistere one-to-one il travaglio ed il parto con uso di ipoanalgesia (massaggi, uso del calore, uso delle posizioni libere, yoga, iniezioni di acqua distillata, shiatsu, supporto emotivo) e di analgesia (protossido di azoto)
  • favorire la dimissione a 6 ore dal parto e prendere in carico la diade madre-bambino
  • assistere al puerperio a domicilio ed in ambulatorio
  • sostenere l’allattamento al seno seguendo le indicazioni OMS
  • assistere la valutazione della crescita neonatale ed in seguito l’alimentazione complementare naturale (svezzamento)
  • promuovere, organizzare e gestire corsi di accompagnamento alla nascita a partire dal 3° mese di gravidanza
  • promuovere, organizzare e gestire corsi dopo parto
  • promuovere, organizzare e gestire corsi di massaggio infantile
  • promuovere, organizzare e gestire corsi di acquamotricità in gravidanza e neonatale
  • supportare ed assistere le coppie sterili o infertili in procreazione medicalmente assistita
  • occuparsi di prevenzione ambulatoriale dei tumori della sfera femminile ed altro: pap test, tamponi cervico-vaginali ed uretrali, insegnamento di autopalpazione del seno
  • promuovere, organizzare e gestire corsi per il sostegno al periodo di climaterio e menopausa
  • assistere le donne nel periodo del climaterio e menopausa promuovendo la salute sessuale
  • rieducare e riabilitare il pavimento pelvico femminile alla funzionalità uro-ginecologica e colon-proctologica
  • promuovere il counselling sulla contraccezione e contraccezione di emergenza
  • prestare consulenza ed educazione affettiva e sessuale agli adolescenti nelle scuole
  • prestare consulenza in riferimento alla gravidanza non desiderata
  • educare alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e alla corretta igiene intima

GYNECO AOGOI

https://www.aogoi.it/pubblicazioni/gyneco-aogoi/


Questionario AIO per il Travaglio/Parto fisiologico vaginale

Questionario AIO per il Travaglio/Parto fisiologico vaginale

La risposta che darete alle dieci domande che vi sottoponiamo è molto importante per le ostetriche e gli ostetrici Italiani.

L’AIO desidera scattare una fotografia di quanto di buono si sta facendo in Italia per aiutare le madri e i neonati a venire al mondo nel modo migliore possibile. Le recenti polemiche sulla violenza ostetrica hanno sollevato un vaso di Pandora, che sebbene possa contenere un po’ di verità, oscura la fatica quotidiana che migliaia di onesti e motivati professionisti compiono nelle nostre sale parto.

Il questionario anonimo conoscitivo è il primo passo di un percorso che ci condurrà verso una maggior appropriatezza clinica.

Tutti voi riceverete indietro i risultati emersi dal questionario anonimo e le proposte e i progetti che seguiranno alla sua analisi.

 

Antonella Marchi
La Presidente, il Consiglio Direttivo, il Comitato Scientifico AIO

 

Vai al questionario


10 passi per l’ospedale + 7 passi per il territorio

10 passi per l’ospedale + 7 passi per il territorio

L’Associazione Italiana di Ostetricia in seguito all’Assemblea Nazionale dei soci svoltasi a fine Maggio 2018 nella sua sede di Milano, ha stabilito di promuovere dieci passi per l’ospedale + sette passi per il territorio per sostenere il travaglio ed il parto fisiologico vaginale. Nei primi giorni di giugno il Dipartimento Scientifico AIO invierà un breve questionario ai Direttori di struttura complessa ed alle Posizioni Organizzative e Coordinatori Ostetriche al fine di comprendere (in modo anonimo) qual’è la realtà assistenziale Italiana, riguardo all’organizzazione dei luoghi del parto. Poiché da sempre impegnati nella promozione di un percorso assistenziale improntato sulla fisiologia, in seguito ai risultati dei questionari che presenteremo nel Simposio AIO del Congresso Nazionale SIGO 2018, proseguiremo in questa attività per attribuire un CUORE alle Maternità ed ai Consultori Italiani rispettosi delle donne, delle famiglie e dei 10+7 passi.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare e supportare le strutture assistenziali per il miglioramento dell’appropriatezza e dell’umanizzazione della nascita attraverso i nostri passi ed al tempo stesso fornire alle donne e alle famiglie uno strumento per riconoscere (tramite il simbolo del cuore) ospedali e consultori rispettosi della fisiologia.

Ospedale


1. Definire una politica aziendale per l’assistenza al travaglio e al parto vaginale, attraverso l’implementazione e l’adozione del percorso nascita, promuovendo la collaborazione tra i professionisti della struttura, del territorio, i gruppi di sostegno, i medici di famiglia e la comunità locale, per creare reti di sostegno cui indirizzare le future madri. La prima azione che le strutture devono attuare è che la donna abbia a disposizione un’ostetrica per tutto il travaglio e parto (one-to-one)


2. Definire un protocollo scritto o una procedura per l’assistenza al travaglio e al parto vaginale da far conoscere a tutti i professionisti sanitari


3. Preparare tutti i professionisti sanitari per attuare compiutamente questo protocollo, formando i clinici, medici e ostetriche a una gestione del travaglio e del parto basata sull’evidenza, sugli audit clinici e sull’utilizzo del feedback clinico


4. Informare tutte le donne in gravidanza e i loro familiari dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’assistenza al travaglio e al parto vaginale, anche durante i corsi di accompagnamento alla nascita che devono essere aperti anche ai familiari, offrendo aiuto se necessario


5. Non accondiscendere alla richiesta volontaria di taglio cesareo elettivo tranne che su precisa prescrizione medica


6. Organizzare e gestire un ambulatorio dedicato alle pazienti pre-cesarizzate incontrandole all’inizio della gravidanza allo scopo di favorire il parto vaginale (VBAC)


7. Organizzare e gestire un ambulatorio dedicato alle pazienti con feto in presentazione podalica dove offrire metodiche alternative al taglio cesareo


8. Incoraggiare l’utilizzo di metodiche non farmacologiche di ipoanalgesia secondo il modello dell’Empowerment: movimento, uso di posizioni libere, massaggio, respiro con vocalizzazione, uso dell’acqua, applicazioni caldo-freddo, agopuntura, moxibustione, iniezioni di acqua distillata, shiatsu, medicine naturali, ascolto del proprio corpo per sentire la potenza dell’ossitocina e delle endorfine, contatto fisico dei partner pelle a pelle per stimolare la produzione degli ormoni dell’Amore, supporto emotivo dell’ostetrica e dei familiari, un ambiente protetto: silenzioso, luci basse, evitare la presenza numerosa di persone, curare il bisogno di intimità e sicurezza, privacy e calore umano) o essere accompagnata dalla propria ostetrica libera professionista e farmacologiche per il contenimento del dolore in travaglio


9. Implementare una lista delle principali indicazioni al taglio cesareo elettivo, collaborando con i diversi specialisti interessati: ortopedici, oculisti, neurologi, psichiatri, altri


10. Creare ambienti accoglienti per favorire l’assistenza al travaglio e al parto vaginale

Territorio


1. Definire una politica aziendale per l’assistenza al travaglio e al parto vaginale, attraverso l’implementazione e l’adozione di un percorso nascita, promuovendo la collaborazione tra il personale della struttura, l’ospedale, i gruppi di sostegno, i medici di famiglia e la comunità locale, per creare reti di sostegno cui indirizzare le future madri


2. Formare tutti i professionisti per attuare la politica aziendale


3. Informare tutte le donne in gravidanza e le loro famiglie sui benefici e sulla pratica dell’assistenza al travaglio e al parto vaginale


4. Organizzare e condurre i corsi di accompagnamento alla nascita fin dall’inizio della gravidanza, finalizzati a sviluppare l’Empowerment della donna e della coppia ed a migliorare il livello di consapevolezza dei futuri genitori, promuovendo e diffondendo la cultura del parto vaginale


5. Organizzare e gestire un ambulatorio di fisiologia della gravidanza condotto dalle ostetriche


6. Sostenere le madri e proteggere l’avvio e il mantenimento del travaglio vaginale


7. Creare gruppi di sostegno nelle comunità locali

 

Antonella Marchi
La Presidente, il Consiglio Direttivo, il Comitato Scientifico AIO


Pubblicazioni

Pubblicazioni

Work in progress


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Raccomandazione e Linee Guida AIO

RACCOMANDAZIONI AIO PER LE OSTETRICHE

PREVENZIONE, CURA, TRATTAMENTO DELLE DISFUNZIONI DEL PAVIMENTO PELVICO NELLA DONNA
(Gennaio 2019)

L. Arduini, A. Marchi, E. Del Bo, A. M. Cristiani

 

L’Associazione Italiana di Ostetricia (A.I.O.) con l’intento di valorizzare e potenziare il percorso assistenziale delle Ostetriche in ambito uro-ginecologico e colon proctologico, ha istituito al suo interno il GOIPP (Gruppo Ostetriche Italiane Pavimento Pelvico).

Nascono quindi nel 2016 le nostre prime Raccomandazioni per la prevenzione, la cura ed il trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico nella donna, uno strumento di Midwifery Best Practice per le Ostetriche, immediatamente applicabile alle attività professionali.

La presente è la seconda edizione, Gennaio 2019, in cui le autrici hanno aggiornato le raccomandazioni in riferimento alle Linee Guida Europee inerenti il Pavimento Pelvico.

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